"Rinascimentale sguardo..."
poesia
Rinascimentale sguardo
nel verde
silenzio della notte,
inteso a turbare l'animo mio
all'imperiosa e terribile ricerca
del respiro elegante
di coloro che amo.

In questa notte del mio desiderio
mi tormento
aspettando risposte terribili
monito all'animo mio.

Ma mi accorgo che la bellezza
è lontana dalla ragione, è vicina ai sensi;
essa li ascolta e li arma
in una guerra infuocata
genocidio di sogni, desideri, colori,
tempesta di simboli e sparsi pensieri.

Così, nel campo devastato dalla battaglia
finalmente ritrovo un senso,
finalmente mi pongo questioni risolte
ma tuttavia aride e gravi,
pesanti come una parrucca incipriata,
come una maschera di belletto.

E dunque il mio cuore si abbiglia
per quest'ultima notte da re.
Indossa il manto d'ermellino
e con mano inanellata regge
il triste scettro dei sensi,
grande, lucente, dolceamaro fardello.

Una sola, triste preghiera pronuncio,
nel buio della sala del trono,
prostrato nella contemplazione
di una bellezza cattiva.
"Fa' o dea, che non crolli il tuo tempio,
affinché la bellezza continui a regnare,
faccia piangere e morire ancora,
si deponga a regnare su molti popoli
e su molte genti".

E mentre, solenne, si snoda il corteo
del mio ultimo viaggio terreno,
tra incensi d'oriente e cappe violacee,
tu sorridi, amico mio,
e con me piangi questa nostra amicizia
finita, alla spossante ricerca di Lei.

26.1.93

VALERIO GENTILE